PER UNA PEDAGOGIA DELLE RELAZIONI come affrontare e prevenire la violenza maschile sulle donne

PROGETTO DI FORMAZIONE DOCENTI: Sede Convitto Nazionale Mario Cutelli, Via V. Emanuele II n. 56 Catania; scadenza iscrizione 28/11 al link sottostante.

Link per l’iscrizione al corso:

https://forms.office.com/e/XdDJihirLp

Negli ultimi anni sono significativamente cambiate la percezione e la consapevolezza comuni della violenza maschile
sulle donne. Se fino a pochi anni fa anche l’uso del termine “femminicidio” era contestato e messo in discussione,
oggi questo sembra essere entrato stabilmente nel lessico comune, così come l’idea della necessità di politiche di
contrasto e di prevenzione.
Maggiore attenzione e sensibilizzazione non hanno portato tuttavia a mettere del tutto a fuoco le cause che sono
alla radice della violenza: il sistema patriarcale, un sistema di tipo gerarchico che, per quanto in crisi, esprime ancora
forme diverse di dominio maschile e di violenza. La relazione tra uomini e donne infatti ha da sempre configurato
l’ordine simbolico e politico-sociale definendo un modello di sopraffazione e prevaricazione in cui la subordinazione
sistematica delle donne è stata storicamente e universalmente alla base di tutte le altre forme di dominio e di uso
della forza nei confronti dell’altro – guerre, aggressioni, dominazioni -, della terra e delle altre specie viventi,
dell’ambiente tutto.
Da tempo e da più parti si sostiene che promuovere relazioni più eque tra uomini e donne, la rottura di una visione
del mondo autoritaria e patriarcale comporterebbe meno violenza sulle donne e il conseguimento di forme di
convivenza più sicure e meno belliciste.
Per questo occorre una netta frattura col passato, anche nel linguaggio, una nuova educazione capace di sfidare i
ruoli tradizionali e la mascolinità egemonica e di consentire alle giovani generazioni di sperimentare le forme di una
possibile dinamica relazionale non violenta fra uomini e donne. E’ questa l’unica opera efficace di prevenzione per
interrompere le norme sociali misogine e la riproduzione di norme patriarcali interiorizzate e per costruire nuovi
linguaggi per essere donne/uomini.
La rottura con i vecchi modelli passa primariamente nella scuola attraverso una ridefinizione consapevole dei metodi
e dei contenuti tale da assumere, nel processo educativo, l’esistenza di due soggetti e abbandonare la falsa neutralità
di una cultura costruita sull’esclusione delle donne e sulla svalorizzazione del femminile, su un immaginario al quale
le donne reali corrispondono sempre meno.
E’ perciò necessario che questo processo si traduca in azioni didattiche ed educative quotidiane, permanenti e capaci
di ridefinire dall’interno l’intera pratica pedagogica, non certo in iniziative episodiche – progetti, corsi extracurricolari,
sperimentazioni occasionali, conferenze… – né in improvvisate nuove discipline da aggiungere in ogni segmento del
corso di studi. Per questo è importante iniziare dalla formazione delle/i docenti.

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